Metodologie

Ricerca Azione Partecipativa Transpersonale > Prevede la valorizzazione del pensiero intuitivo e analitico (dimensione indagativa), delle motivazioni, interessi, esperienze mentali e di vita dello studente (dimensione partecipativa), delle azioni concrete (dimensione operazionale) e della consapevolezza, intenzione e intuizione (dimensione transpersonale).

Eco-operative Learning > Basato su una forma di apprendimento cooperativo che privilegia il coinvolgimento attivo dei partecipanti in lavori di gruppo, promuovendo responsabilità individuale e uso appropriato delle proprie abilità, a cui si aggiungono anche il fattore esperienziale e l’elemento ambientale. Realizziamo percorsi di ecopsicologia applicata con l’obiettivo di è quello di integrare la comprensione razionale dei problemi e delle soluzioni con l’esperienza, cioè la capacità di apprendere in maniera “olistica” coinvolgendo la mente, il corpo, le emozioni, la consapevolezza di sé. In tal modo il processo di apprendimento avviene in maniera naturale e spontanea, ma nello stesso tempo potente e senza sforzo poiché si attivano tutte le componenti dell’intelligenza umana. Esso favorisce la disposizione ad una sorta di “atteggiamento meditativo” che prepara a piccole illuminazioni del sentimento e della sensazione perché è fondamentalmente un lavoro su se stessi per conoscersi, conoscere l’altro, conoscere la natura che ci circonda. I nostri percorsi sono caratterizzati da una situazione molto “orizzontale”, in cui i partecipanti possono sentire che il loro contributo è importante, che gli operatori sono coinvolti con loro nelle attività e nelle condivisioni: proprio il contrario di quel che avviene nella formazione tradizionale, vissuta di solito come un contributo proposto “dall’alto” e che quindi incoraggia un atteggiamento passivo. Le esperienze sono sempre arricchite dall’uso di momenti di de-briefing per facilitare le persone a razionalizzare e trasferire le proprie acquisizioni nel futuro contesto professionale e nella vita personale.

Metodologie partecipative ed esperienziali > I momenti partecipativi che proponiamo sono ispirati al modello della progettazione dialogica comunitaria e della concertazione e sono volti ad analizzare i problemi/bisogni individuati da multi-stakeholder da più punti di vista in modo che gli obiettivi e le strategie vengano identificati coerentemente rispetto ad altri programmi, progetti, interventi presenti nel territorio di riferimento, sviluppando senso di appartenenza al proprio contesto, alla propria realtà sociale, alla propria cultura, consolidando il rapporto tra comunità, organizzazioni pubbliche e private e rafforzando  la “capacitazione” (empowerment) delle persone partecipanti alla rete nei processi decisionali che li riguardano. Alla base dei nostri interventi c’è la forte convinzione che le persone possono produrre cambiamento e i cambiamenti che partono dai gruppi sociali hanno più probabilità di essere duraturi rispetto a quelli imposti dall’esterno. I nostri facilitatori/animatori hanno il compito di stimolare il confronto e la collaborazione tra i diversi attori; avviare processi di conoscenza delle comunità senza tuttavia farne parte, così da evitare che i loro interessi possano influire sull’indirizzo delle scelte; l’estraneità dei facilitatori sarà sempre un elemento fondamentale per creare tra i partecipanti un senso di fiducia circa la loro imparzialità in tutti i processi di di sviluppo locale. In particolare utilizziamo tecniche per l’ascolto che ci aiutano a capire come i problemi sono percepiti dagli stakeholder e dall’intera comunità; l’Outreach che consiste nel consultare le persone oltre che aspettare che esse vengano da noi; l’indagine territoriale o di ricerca-azione, finalizzata ad acquisire in modo sistematico informazioni quantitative e qualitative relative agli elementi di forza del territorio su cui puntare ed investire e agli elementi di debolezza dello stesso a cui far fronte mediante la strategia di sviluppo locale; i Punti Informativi Territoriali finalizzati ad ascoltare vissuti, bisogni e aspettative in merito all’intervento partecipativo in atto, per raccogliere le segnalazioni presentate dagli abitanti e costruire insieme a loro e ai referenti istituzionali la strategia di sviluppo locale più efficace; i Focus Group per discutere e indagare in profondità su temi e bisogni specifici, utilizzando l’interazione che si realizza tra i componenti del gruppo; il Brainstorming per sviluppare soluzioni creative ai problemi; il Metaplan per coinvolgere in maniera diretta gli attori sociali e istituzionali nella fase di analisi e in quella di progettazione delle azioni; il World Cafè per creare una rete vivente di dialogo collaborativo su domande e questioni che servono per l’elaborazione di strategie di sviluppo locale; l’Open Space Technology, in cui  nessuno ha totalmente il controllo di ciò che sta succedendo, ma il risultato è di straordinaria creatività e responsabilizzazione; i giochi-esercizi, a partire dall’idea del gioco quale dimensione leggera che permette di liberare la creatività dei singoli e del gruppo e che normalmente è impedita da una serie di inibizioni, per favorire la coesione sociale e l’avvio di processi partecipativi a partire dal reale coinvolgimento fisico, emozionale e cognitivo degli attori sociali coinvolti. I giochi-esercizi e le attività di training teatrale agevolano i nostri percorsi volti a rimettere al centro delle collettività l’esperienza di una comunità solidale e di uno sviluppo responsabile. Non lavoriamo, infatti, per la creazione di gruppi separati e autoreferenziali, ma per la costruzione di processi di incontro, scambio, integrazione.

Training teatrale > Pratica form-attiva per trattare temi ricorrenti all’interno delle organizzazioni (Comunicazione, Team Building, Gestione del Conflitto, Gestione dello stress, gestione delle emozioni, Leadership, Motivazione del personale e processo di  delega,  Gestione delle riunioni, Processi di customer satisfaction). 

Teatro Forum e Teatro Invisibile > Pratiche che integrano la formazione d’aula con le tecniche teatrali utili per creare un dibattito attivo tra i partecipanti sul tema oggetto del corso o del meeting, per sviluppare un sapere condiviso o creare una comunità di pratica professionale, per sensibilizzare su specifiche tematiche gli spett-attori, consapevoli o ignari del loro ruolo. Queste pratiche si ispirano al metodo del teatro dell’oppresso di Augusto Boal che ha come obiettivo quello di creare delle condizioni per lo sviluppo libero del pensiero e del confronto a partire da tematiche di interesse collettivo. Possibili tematiche da trattare con queste pratiche: Gestione del Conflitto, Creazione di un team, Gestione delle emozioni, Comunicazione, Gestione dello Stress, Sviluppo dell’autostima, Ascolto attivo, Liberarsi dai pregiudizi, Mobbing, Convivenza intergenerazionale, Responsabilità Sociale d’Impresa, Diversity Management, ecc.

Ecopsico Teatro > Un approccio che mette insieme la pratica del teatro, sia sociale che d’impresa, con l’approccio ecopsicologico. Il Teatro viene inteso e utilizzato come una particolare forma di coinvolgimento, partecipazione e consultazione diretta degli operatori, ossia come luogo in cui chi vi partecipa è protagonista. L’Ecopsicologia, nata dall’incontro tra Ecologia e Psicologia, si propone come una “psicologia del noi” che accompagna a conoscersi meglio non più solo come individui isolati dal resto, ma come componenti integranti di comunità via via più ampie e complesse: famiglia, gruppo, società, umanità, comunità terrestre. Questa pratica mira alla promozione del benessere organizzativo e del clima integrando a momenti di formazione d’aula  attività che vengono vissute in contesti esterni al luogo di lavoro in cui la dimensione dell’ambiente (parchi,  mare, montagna, strutture attrezzate per attività di formazione ludica) diventa il contesto in cui si mettono in gioco diverse competenze che poi possono essere trasferite sul contesto di lavoro favorendo lo sviluppo del creative problem-solving e dei processi di cambiamento organizzativo che partono dal singolo ed investono l’intera comunità.